Tracce di futuro: il primo anno tra acqua virtuale e coltivazione di funghi!
Si conclude all’Istituto Antonietti la prima fase del progetto di scoperta e sensibilizzazione del territorio del Sebino
Articolo di Simone Tinelli – Coordinatore di progetto
E’ passato solo un anno, eppure “Tracce di Futuro” ha già cominciato a lasciare il segno. Il progetto di educazione ambientale e artistica, sostenuto da Fondazione Cariplo, ha coinvolto studenti e docenti dell’Istituto Antonietti di Iseo in un percorso dedicato alla conoscenza e alla tutela del territorio del Sebino.
Le nove classi, seconde e terze superiori di diversi indirizzi, hanno incontrato gli esperti in cinque incontri durante tutto l’anno scolastico. Hanno vissuto un’esperienza formativa costruita sull’apprendimento esperienziale: momenti di approfondimento scientifico si sono intrecciati con uscite sul territorio e osservazioni sul campo, attività laboratoriali e confronto diretto con educatori ed esperti. Questo approccio ha permesso agli studenti di avvicinarsi in modo concreto agli ecosistemi che li circondano, sviluppando uno sguardo più consapevole sul valore della biodiversità, sulla salute del suolo e delle acque del territorio del Sebino.
Il percorso si è aperto con una prima fase di mappatura, osservazione e analisi del contesto territoriale. Attraverso incontri in aula, studenti e studentesse hanno approfondito le principali criticità ambientali che interessano il Sebino, confrontandosi con dati scientifici, mappe territoriali, analisi sulla qualità delle acque, sul consumo di suolo e sulla biodiversità locale. Questo lavoro ha permesso di leggere il territorio con uno sguardo più consapevole e critico, comprendendo come fenomeni globali abbiano ricadute concrete sugli ecosistemi e sulle comunità locali, facendo sentire gli alunni direttamente interessati e attori del cambiamento.
Nello specifico sono state approfondite due tematiche principali. Da una parte la vita sott’acqua, ossia tutto ciò che riguarda la salute del lago. Non solo pesci ed uccelli acquatici, ma anche il consumo idrico pro capite (ossia l’impronta idrica), l’acqua virtuale (la quantità di acqua necessaria per la produzione di cibo ed oggetti della vita quotidiana), il rischio di eutrofizzazione del lago a causa di fertilizzanti agricoli e prodotti domestici. Questo ha permesso di comprendere meglio i dati del monitoraggio idrobiologico presentati dall’Ente Gestore delle Torbiere. Attraverso l’analisi di parametri quali ossigeno disciolto, azoto, fitoplancton e zooplancton, gli studenti hanno potuto comprendere come si valuta lo stato ecologico del Lago d’Iseo, rilevando condizioni complessivamente sufficienti dal punto di vista biologico e chimico. Parallelamente, altre classi hanno affrontato il tema della biodiversità sulla terra e della produzione sostenibile e responsabile di cibo. Basandosi sul concetto di simbiosi, è stata analizzata la relazione positiva tra funghi e biodiversità, ovvero la wood wide web, una vera e propria rete che evidenzia l’interconnessione tra gli elementi di un (agro)ecosistema. La centralità dei funghi è stata osservata anche grazie alla coltivazione in classe di alcune specie commestibili di cui gli studenti si sono presi cura (fino a farli diventare un risotto!). Altri sono stati posizionati nel cortile della scuola, dove sono stati inoculati dei tronchi di castagno con delle spore di Shiitake (Lentinula Edodes).
A questa fase di studio si è affiancata l’esperienza diretta sul territorio, con una visita alla Riserva Naturale Torbiere del Sebino, lo scrigno di biodiversità più prezioso dell’area. Camminare tra i canneti e gli specchi d’acqua di questa importantissima zona umida ha rappresentato per molti studenti un’occasione di connessione autentica con la natura. L’osservazione silenziosa dalla torretta di avvistamento, il contatto diretto con gli ambienti naturali e la scoperta delle fragilità di questo ecosistema hanno contribuito a rafforzare il senso di appartenenza al territorio e la consapevolezza dell’importanza della sua tutela.
L’approccio laboratoriale ha favorito un alto grado di partecipazione stimolando l’osservazione critica, la capacità di analisi, l’espressione artistico-sensoriale e l’orientamento sul campo.
Tra le attività proposte: la mappatura sonora e cromatica, lo scatto di fotografie stile polaroid e la conseguente analisi degli elementi e la loro evoluzione, il disegno cieco (senza guardare il foglio, ma concentrandosi sui singoli dettagli del panorama osservato). In questo modo sono stati stimolati diversi sensi, al fine di suscitare emozioni e aumentare la connessione con la natura.
Il percorso si è concluso con una fase fortemente partecipativa, in cui gli studenti sono diventati protagonisti attivi del cambiamento. Divisi in gruppi rappresentanti i principali attori del territorio (agricoltori, industriali, cittadini, politici, Ente Torbiere), hanno analizzato i bisogni ambientali del proprio territorio ed elaborato le loro idee green: proposte innovative e concrete per migliorare la salute del lago e degli ambienti che lo circondano. Le idee progettate sono state presentate in classe, trasformando conoscenze e riflessioni in possibili azioni future. Le proposte hanno dovuto tenere conto della fattibilità e realizzabilità: ogni gruppo ha infatti stilato un cronoprogramma delle attività previste, specificandone i costi e le possibili forme di finanziamento per recuperare i fondi necessari. Molte delle idee green hanno puntato su soluzioni pratiche affiancate ad un largo lavoro di informazione, sensibilizzazione e attivazione della comunità del proprio territorio. Questo ha dimostrato come sia sempre fondamentale integrare la parte educativa a quella più operativa, sottolineando come l’impegno in prima persona sia stato il valore chiave di ogni proposta.
Durante questi mesi, non solo ragazze e ragazzi sono stati coinvolti nel percorso, ma anche i loro professori. Sono stati infatti organizzati tre momenti di formazione per docenti con l’obiettivo di coinvolgerli e avvicinarli ulteriormente alle tematiche specifiche ed alla pedagogia dell’educazione ambientale come strumento didattico da integrare nelle loro lezioni. Negli incontri si è discusso di come la natura (e nello specifico le Torbiere e il lago) possano diventare un’aula all’aperto dove stimolare nuovi linguaggi, apprendere attraverso l’esperienza diretta e suscitare sensazioni ed emozioni. Ampio spazio è stato dato alla microbiologia del suolo e alla micologia, tematiche che spesso vengono trattate solo sommariamente sia dai libri di testo, che dai programmi ministeriali. Con queste proposte abbiamo voluto sottolineare l’importanza di una visione complessa delle questioni ambientali, che approfondisca e scavi, come le radici e le micorrize, la connessione e la centralità della salute del suolo come basilare per la salute dell’intero ecosistema, nonché per la salute di noi stessi. Alzarsi dai banchi, uscire dalle aule e toccare con mano sono pratiche educative, oggi più che mai, riconosciute e fondamentali per un’attivazione all’impegno civico e al cambiamento. Questo primo anno ha mostrato come la scuola possa diventare uno spazio di ricerca, creatività e cittadinanza attiva, dove imparare significa anche osservare, sperimentare, prendersi cura del proprio territorio e immaginare insieme nuovi futuri possibili. Il secondo anno tradurrà questo impegno in arte. Gli studenti potranno realizzare murales, fanzine, collage, sculture e grafiche per parlare di vita sott’acqua, biodiversità e cibo sostenibile. Con l’associazione True Quality, infatti, le classi rielaboreranno i contenuti affrontati e creeranno delle opere di street art per far sentire la propria voce: mostrare le loro preoccupazioni e urlare la voglia di cambiamento per il loro lago d’Iseo.
[Tracce di futuro è un progettato di Deafal e True Quality sostenuto da Fondazione Cariplo].
