Dalla complessità del suolo alla cura della comunità: un mosaico di riflessioni per il futuro
Giornata mondiale del suolo 2025
In occasione della Giornata Mondiale del Suolo 2025, vogliamo condividere uno sguardo corale che nasce dalla nostra visione: rigenerare i suoli per rigenerare le società. È una convinzione che guida ogni giorno il lavoro di Deafal e che abbiamo voluto esplorare insieme, in modo ancora più profondo, durante la nostra summer school dedicata al tema “Tessere il futuro” e ospitata dal 25 al 27 settembre presso l’agriturismo Bicoca.
In quei tre giorni dipendenti, collaboratori e soci hanno intrecciato esperienze, riflessioni e sensibilità diverse attorno a due domande semplici solo in apparenza: cosa vuol dire per te rigenerare i suoli? e cosa vuol dire per te rigenerare le società?
Le risposte che seguono sono il risultato di questo dialogo collettivo: un mosaico di pensieri che racconta non solo la complessità del suolo e delle comunità umane, ma anche la nostra volontà condivisa di prendercene cura. Sono voci diverse che, insieme, disegnano un futuro possibile – un futuro da tessere ogni giorno, a partire dalla terra che ci sostiene.
Cosa vuol dire per te rigenerare i suoli?
«Rigenerare i suoli vuol dire per l’umanità percorrere il primo fondamentale passo per la rigenerazione degli agrosistemi, del ciclo dell’acqua, che sostengono un ciclo virtuoso che i processi naturali hanno per la resilienza».
«Il suolo è il luogo di incontro e convivenza tra esseri viventi diversi, il luogo naturale dove riconoscersi e desiderarsi».
«Assumersi la responsabilità di agire attivamente, sapendo che esistiamo solo nella misura in cui dipendiamo da una rete di relazioni, alcune delle quali al momento possiamo solo percepire, ma anche garantire le migliori condizioni per vivere per la maggior parte degli individui della nostra specie equamente con tutte le altre».
«Cucinare alimenti ghiotti per il suolo. Ristorarlo in modo che possa partire autonomamente verso nuove avventure».
«Conoscere i caratteri. Suoli, argilla, lino, sabbia, humus. I caratteri… Ascoltare i caratteri, comprendere la natura. La questione a mio avviso non è semplicemente tecnica. Non è una questione di percentuali. Sono nature profonde che parlano e raccontano.
Farsi un buon vocabolario.
Far dialogare il visibile dall’invisibile oscuro.
Far lavorare al meglio gli elementi tra loro.
Poi capire i nostri bisogni di rigenerazione. A cosa mi serve? A chi serve? Servizio alla madre terra».
«Il suolo è il tesoro più prezioso che abbiamo, integro nel ciclo della vita, in sinergia con tutti gli organismi viventi e non viventi. Rigenerare è riconoscere, conoscere, rispettare e valorizzare».
«Dare tempo.
Preservare la ciclicità della natura
Aiutare/mantenere le connessioni tra vari elementi».
«Proteggere la fragilità. Curarne la complessità».
«Comprendere e sostenere la vitalità di un habitat essenziale per la riproduzione e sopravvivenza di molteplici specie, tra cui noi umani».
«Rispettare la vita, non dover chiedere aiuto per fare ciò che è ovvio, ovvero produrre, la strada della buona alimentazione. Rigenerare l’orgoglio».
«Incrementare: pratiche rispettose dell’ambiente, fertilità, biodiversità».
«Restituire vitalità e dignità ai terreni e ai territori».
Che cosa vuol dire per te rigenerare le società?
«Rigenerare le società vuol dire creare dinamiche virtuose territoriali che agiscano localmente in rete. Pensa globale, agisci localmente».
«Equità, equilibrio, armonia, integrazione, desiderio, la consapevolezza della relazione tra uno e tanti. La società non è terza rispetto al singolo che è responsabile della collettività e dei suoi comportamenti».
«Restituire tempo di vita e spazio di pensiero alle persone e alle comunità».
«Colmare il gap fra città e campagna facilitando la genesi dei laboratori di ruralità urbana».
«Rigenerare società richiede attenuazione, osservazione, cura. Ascoltare i bisogni delle società e creare una cassetta degli attrezzi a disposizione di tutta/e. Linguaggi comuni. Creare elementi “biodiversi”, umani. Avere condizioni di equità. Così si creano condizioni di rigenerazione/Ricreazione di Comunità».
«Permettere ad ognuno di potersi esprimere liberamente. Valorizzare le diversità, la biodiversità culturale/sociale.
Rigenerare le società =
Salvaguardare i diritti umani.
Ascoltare il proprio io interiore.
Ascoltare il proprio bambino interiore».
«Vivere quotidianamente nel confronto tra persone ed esseri viventi intessendo relazioni basate sulla collaborazione e la reciprocità per seminare un cambiamento radicale nella dinamiche strutturali di privilegio e disuguaglianza».
«Ricostituire e riscoprire il senso di comunità, a tutti i livelli».
«(Ri)costruire chiavi di lettura e pratiche di comunità di interdipendenza equa, mutualistica ed ecologicamente lungimirante».
«Rigenerare, ridare vita, alimentare la capacità delle persone di ritrovare il contatto con la propria cultura. Aiutare a mescolare la conoscenza locale con quella di altre realtà. Migliorare vuol dire abbracciare concetti che fino a quel momento ci sono estranei».
«Anticapitalismo: ricentrare le priorità».
«Ricominciare dal ruolo dell’agricoltura per le comunità per ripensare il rapporto fra le persone e il contesto naturale».
